The Internet of non communicating Things

iot home

Vi avevano detto che il frigo avrebbe ‘parlato’ direttamente con il fruttivendolo sotto casa, ‘rimpolpando’ gli scaffali semivuoti, per poi guidare il forno lì di fianco nel preparare la cena della sera. La lavastoviglie avrebbe silenziosamente aspettato il suo turno, là nell’angolino, in attesa del segnale proveniente dal sistema di irrigazione installato in giardino, per poi dare il via -prelavaggi e centrifughe- alla lavatrice, operaia notturna ed amica della bolletta energetica.

Non è ancora così? Siete pionieri della Domotica (Home Automation, Internet of Things, etc.) con termostato Nest, un paio di lampadine ‘smart’ Philips, sistema d’allarme di Tizio, videosorveglianza di Caio e prototipo di frigo intelligente di Sempronio? Qualche smartphone di diversa marca qua e là, un paio di set-top-box di operatori diversi e qualche etto (“son di più: che faccio, lascio?“) di dispositivi per il fitness? Smartwatch, pendole e cucù a precisione atomica, sdraio prendisole automatiche e contatori -uno per il gas, uno per la corrente, uno per l’acqua, uno per… (“Franca, questo per che cos’era?!?“)- intelligenti. A governare il tutto una quarantina di App installate un po’ su smartphone, un po’ su tablet; quarantadue siti web con altrettanti nomi utente e password, un centinaio di mail di notifica al giorno.

Un po’ Bluetooth, un po’ Wi-Fi; una manciata di IP, quanto basta di ZigBee. E il Cloud, poveretto, no?!? E le Smart City?

E’ Smart tutto ciò? Non credo proprio.

La soluzione? Standard, interoperabilità, standard, interoperabilità, standard, interoperabilità, standard…

Qualcuno ci sta provando, sarà il mercato -come sempre- a decretare il vincitore, ma non è escluso -è il mio auspicio- che questa volta a ‘vincere‘ possa essere un “gran federatore“, mediatore fra le parti, paciere.

Vediamo chi -sono solo alcuni- sta provando a mettere d’accordo tutte queste “cose connesse” (non tutte):

  • Thread Group (Google, Samsung, Arm, Qualcomm, altri): “Thread was designed with one goal in mind: To create the very best way to connect and control products in the home“; IPv6, 6LoWPAN, mesh network e recente inizio collaborazione con la ZigBee Alliance
  • AllSeen Alliance (Canon, LG, Microsoft, Qualcomm, Philips, Sony, altri): “To enable widespread adoption and help accelerate the development and evolution of an interoperable peer connectivity and communications framework based on AllJoyn for devices and applications in the Internet of Everything“; AllJoyn open source project, cross platform (Android, iOS, Linux, OpenWRT, Windows, OS X)
  • [single player] Apple HomeKit: “a framework for communicating with and controlling connected accessories in a user’s home
  • Z-Wave Alliance (modello quasi da ‘gran federatore‘): “The Z-Wave protocol is an interoperable, wireless, RF-based communications technology designed specifically for control, monitoring and status reading applications in residential and light commercial environments
  • GSMA Mobile IoT Initiative
  • GiGA IoT Alliance (China Mobile, Samsung Electronics, Nokia and Microsoft)
  • ZigBee Alliance (Bosch, GE, Samsung, Philips, altri)
  • ARMmbed (ARM, IBM, ST, Alcatel, Salesforce, altri)
  • Open Interconnect Consortium

Ogni produttore di tecnologia, organizzazione pubblica e privata, poi, a tutti i livelli ha all’attivo iniziative in questo ambito (alleanze, progetti, prodotti, consorzi, etc.etc.): EU IoTITU-T SG20, IEEE IoT, IoT Europe Digital Agenda, Kantara Initiative, W3C Web of Things, EU Iot Butler Project, OSGi IoT, Google Brillo, Citrix Octoblu, Samsung Artik, Fujitsu UBIQUITOUSWARE, etc. etc. (altro qui).

Siamo solo agli inizi (hw, sw, protocolli, etc.) ma con un occhio molto interessato al futuro: AI, soprattutto!.


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