Una bella persona

don peppino ghezzi

Mi fermo ancora solo un attimo, è tardi e devo andare“. Me la sono immaginata così la sua dipartita da questo mondo, così come i pranzi di Natale degli ultimi trent’anni a Parabiago. Dalla ‘sua Antonietta“, sua cugina, mia mamma. Arrivava di corsa, dopo aver detto Messa solenne, prima da Cinisello Balsamo, poi da Trezzo sull’Adda, mai solo; con lui un paio di fratelli in Cristo, molto più giovani, molto più ‘abbronzati‘: chi dall’Africa, chi dall’Asia, per noi quattro fratelli era l’occasione di sfoggiare due frasi in inglese, per Bepi -mio papà- quella di passare in rassegna il libro di francese di qualche decennio prima.

Mio papà, già, il Bepi: era lui che partiva a razzo con aperitivi ed antipasti; il pranzo natalizio poteva finire lì, tante erano le pietanze in tavola, ma bisognava fare in fretta. La simpatica “Benedici questo cibo Gesù, fa’ che sia sempre più” (o giù di lì), il tempo di ascoltare il resoconto di qualche progetto, commentare l’ultimo suo dipinto, sognare ad occhi aperti nel sentirlo raccontare la programmazione del prossimo pellegrinaggio, e poi via.. era tempo di salutarsi, Bepi ancora con forchettone in mano nel tentativo di fargli assaggiare ‘un altro po’ di faraona, che vien dal mio pollaio‘.

Da piccolo, tutt’e sei Ford-Fiesta-azzurra muniti, si andava a trovarlo a Cinisello; dalla A4 si vedeva il tetto della sua chiesa -si vedrà ancora? ci farò caso- e quello era il segnale che eravamo arrivati. Al mio matrimonio è venuto, di corsa naturalmente; le fedi incastonate nel blocco di plexiglass, “indissolubili, unite per sempre, fanno bella mostra sul comodino in camera, bel ricordo.

Poi Trezzo, ancora i pranzi di Natale, la ‘sua Antonietta‘, il piatto con l’immagine sacra -opera sua-, il “Benedici Gesù…“, la faraona, il Bepi e il suo forchettone.

Fino ad oggi, stamattina, l’ultimo saluto. In oratorio, altra “sua fatica”, la camera ardente; ardente come la giornata, una delle più calde di questo torrido agosto.

Quando arrivo un bel gruppo di persone sta recitando il rosario; siamo al Quinto Mistero Glorioso, sembra tu mi conosca bene, allora mi fermo. Ancora qualche sgranata è potrò salutarti.

Finito. Si avvicinano tutti al feretro, con ordine, in silenzio; un’altra preghiera, un ultimo sguardo. Mi accosto anch’io, ti riconosco, sei tu. Di fronte a me due anziane parrocchiane, bisbigliano; alzo per un secondo lo sguardo, involontariamente le osservo, le ascolto. La più anziana delle due, sottovoce, dice all’altra: “Era una bella persona“.

Ti saluto, mi allontano, quelle parole mi rimbombano in testa. E vero, eri proprio una bella persona. Ciao don Peppino.



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Riporto qui sotto qualche altro ricordo trovato in giro, per la rete:

Tutto Tritium Giana

A Trezzo sull’Adda Don Peppino era un simbolo, un’istituzione, un punto di riferimento. In questi lunghi anni, in molti si sono uniti a lui durante i suoi numerosi pellegrinaggi e viaggi intorno al mondo: grazie alla sua immensa preparazione e cultura non solo religiosa, ognuno ha avuto modo di arricchirsi nel cuore e nell’anima“.

Gruppo Artisti Trezzesi

“E’ venuto a mancare il nostro tenero amico e socio Don Peppino, pittore sensibile oltre che ex parroco di Trezzo. Questa per noi e’ una perdita terribile, viene a mancarci un pilastro importante del gruppo”.

Chiesa di Milano

Don Giuseppe, deceduto il 7 agosto 2015, è nato a Parabiago (Mi) l’1.3.1932 e ordinato sacerdote il 26.6.1955. Ist. M. Imm. Saronno (1955); Vicario parrocchiale Arluno (1963); Vicario parrocchiale Balsamo (1967); Parroco S. Pietro M. a Cinisello Balsamo (1968-1995); Parroco Santi MM. Gervaso e Protaso a Trezzo sull’Adda (1995 -2008); Decano Decanato “Trezzo sull’Adda” (1996-2005), Decano Facente Funzione Decanato “Trezzo sull’Adda” (2006-2007); Amministratore Parrocchiale Santi MM. Gervaso e Protaso a Trezzo sull’Adda (2008-2009).
I funerali si terranno lunedì 10 agosto alle ore 16