Vodafone: primi esperimenti di geo-qualcosing

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Passando per caso in Via del Corso a Roma, la scorsa settimana, ho voluto testare di persona il funzionamento della promo “Foursquare regala Vodafone Christmas Card“. Entro nel negozio, un po’ affollato perché sotto Natale, e prendo il mio numero di prenotazione: 50, e stanno servendo il 41. Si avvicina una promoter delle carte di credito Vodafone, ma si allontana rapidamente quando le chiedo -forse un po’ brutalmente- dettagli riguardo TAN e TAEG. Mi sposto di qualche metro ed inizio a giocare con un Galaxy Tab; carino, ma anche qui si avvicina un’altra promoter, “inviata speciale” di LG e Microsoft per il nuovo telefonino Windows Mobile 7. Mi invita a provarlo; lo faccio, incuriosito, ma le chiedo perché non è possibile accedere ad internet. Mi guarda sconsolata e risponde: “I tecnici del negozio non riescono a configurarlo, sono tre giorni che non funziona…”. E’ Natale, siamo tutti più buoni: l’accesso alla rete lo configuro io (ho solo inserito l’apn). Tripudio e gioia della promoter: adesso ne venderà di più?!? Mah…

“Numero cinquanta, serviamo il numero 50!”, urlano dalle casse. Sono io. Dichiaro di essere lì per la promo “Christmas Card”, mostrando il check-in effettuato su foursquare. Eseguita la procedura di assegnazione card-mio numero di cellulare mi dicono: “Ecco a lei, sono cinque euro“. Ma come?!? La promo foursquare, il social-qualcosing, il geo-quellaltring, i vodafone lab… che fine hanno fatto?!? “Ah sì, scusi, ci siamo sbagliati“, poi alla fine. Si saranno davvero sbagliati?!? “Ma cos’è ‘sto ‘nnaggia d’un foursquare?”, avranno pensato.